Il paese - Pro Loco Moggese

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Il paese

 

SPORT E TEMPO LIBERO

TENNIS: campo di tennis con fondo artificiale in via G. Ermolli, prenotazioni presso CARTOLERIA “IL CALAMAIO” 0433/50036.
PESCA: possibilità di permessi annuali, mensili, settimanali o giornalieri per i non residenti; informazioni presso la SOCIETA’ PESCA SPORTIVA VAL AUPA, sig. NOT Tiziano, tel. 50942;
BIBLIOTECA COMUNALE: complesso abbaziale, orario: mercoledì 9.00-12.00,martedì, giovedì, sabato 15.00-18.00, tel. 51591.
BIBLIOTECA ABBAZIALE: complesso Abbaziale, su appuntamento 0433/51149-
MONASTERO CLARISSE E SACRAMENTINE 0433.51510
 
 
COSA VISITARE
Moggio Alto

Chiesa abbaziale di San Gallo: costruita nel 1761 dall’abate Daniele Delfino e consacrata nel 1768 dall’arcivescovo di Udine Gradenigo. Presenta un’aula rettangolare a navata singola.
Nel presbiterio: organo del Nanchini del XVIII secolo, il più grande del Friuli. Prezioso l’ornamento ligneo del Deganutti, restaurato recentemente.
Ai lati due grandi dipinti del Rigo del 1893: a sinistra il conte Cacellino dona il feudo di Moggio al patriarca Federico, a destra San Carlo Borromeo visita l’abbazia di Moggio.
In basso gli stalli in noce massiccio intagliato.
Ai fianchi dell’altare barocco le statue di San Gallo e di San Carlo Borromeo.
Nell’aula: quattro altari laterali del 1700; a sinistra due
altari alla Madonna: uno con statua del 1645 di autore ignoto, l’altro con grande pala della Madonna con Bambino, S. Antonio e S. Nicolò del Buttafuoco; al centro un ricco lampadario in ferro battuto e in legno intagliato e rivestito in lamina d’oro, composto da millecinquecento pezzi smontabili, comunemente chiamato “glogje”; ai lati due confessionali del 1700 e due di epoca precedente; sulle pareti dipinti murali del Rigo; sul soffitto un dipinto, opera di Tiozzo, sostituisce il precedente danneggiato dal terremoto.
Nel corridoio, verso la cappella del Santissimo, grande Cristo crocefisso, in noce dipinto del 1466, un tempo collocato nell’arco trionfale della precedente chiesa gotica; a destra il battistero risalente alla precedente chiesa con affresco raffigurante la parabola delle Vergini.
Nel corridoio, verso la cappella del Santissimo, grande Cristo Crocefisso, in noce dipinto del 1466, un tempo collocato nell’arco trionfale della precedente chiesa gotica; a destra il battistero risalente alla precedente chiesa con affresco raffigurante la parabola delle Vergini.

Chiostro benedettino
Dal 1987 è convento di clausura della suore clarisse sacramentine.

 
 
E’ a pianta rettangolare, ad archi leggermente abbassati, cinque sul lato maggiore e tre sul lato minore. Un’elegante linda con pilastrini a sezione quadrata corre al primo piano a sostenere la copertura in travi e coppi.

Torre medievale
Comunemente chiamata “palazzo delle prigioni” è probabilmente una delle torri del castello medievale in seguito adibita a palazzo di giustizia e, ai tempi napoleonici, a carcere mandamentale. Anticamente a quattro piani, all’inizio del 1800 abbassata a tre piani.
Attualmente viene utilizzata quale sede per mostre d’arte.

Berlina
Colonna in pietra del 1653 con la scritta supplicio di malfattori.
E’ la testimonianza del potere giudiziario esercitato dall’abbazia sul feudo di Moggio.
Posta all’inizio del viale che porta al convento, serviva per le fustigazioni dei condannati.

Chiesa di Santo Spirito
Eretta nel 1516, in stile gotico, ampliata a tre navate nel XVII secolo e crollata in seguito al terremoto del 1976. Il campanile, gravemente lesionato è stato restaurato.
In via Abbazia interessanti le case Rodolfi e Deganutti, restaurate dopo il terremoto grazie al piano di recupero dei beni ambientali elaborato dell’Amministrazione Regionale.

Moggio Basso
In piazza Uffici la facciata del Municipio, del XVIII secolo, con il suo aspetto classicheggiante costituisce il primo esempio di edificio pubblico.
All’inizio di via Traversigne si nota, sulla destra, la villa stile Liberty dell’inizio del ‘900, apprezzabile nella sua contenuta eleganza di linee e decorazioni.
A sinistra, un esempio di casa tradizionale di famiglia moggese benestante del 1800, ora adibita a locanda; si notano: l’ampio portone con lunetta; gli stipiti in pietra; un comodo corridoio da cui si accede alle quattro stanze con soffitto dalle travi a vista; annesso alla cucina, il focolare.

 
 
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